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Settimana di scuola montana. Scuola sul territorio

C’è fermento in questi giorni alla scuola elementare Piccolo Principe di Porza: mancano i “grandi”, cioè i ragazzi di quarta e quinta, e si vedono passare da scuola valigie, confezioni di latte, pacchi di biscotti e perfino ceste di insalata. “Cosa succede?” Si chiedono un po’ meravigliati i piccoli di prima, seconda e terza elementare. “Siamo all’aeroporto?”. No! Stiamo assistendo alla partenza della quarta e della quinta per la settimana di scuola montana in val di Blenio.

È una settimana di “scuola non a scuola” in alcune zone del Canton Ticino: i bambini, introdotti dalle loro maestre, iniziano a guardare, a osservare, a lasciarsi colpire da qualche aspetto che caratterizza la tradizione e la storia ticinese. Salendo in montagna il primo appuntamento è a Biasca, alla casa del Cavalier Pellanda e alla chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo. Qui i bambini osservano la chiesa e la confrontandola con quelle che conoscono già, cogleindo i tratti che caratterizzano lo stile romanico per poi ritrovarli in altri monumenti sacri. La visita ai musei etnografici diventa invece l’opportunità di immergersi nella vita, nei costumi e nelle tradizioni di chi ha vissuto in val di Blenio attraverso l’osservazione dal vero dei vestiti che venivano indossati, degli strumenti utilizzati dagli artigiani e degli utensili di uso casalingo. E come se questo non bastasse, per fare toccare con mano la storia del territorio, gli alunni della scuola elementare Piccolo Principe le mani le mettono – letteralmente - in pasta, provando a fare il formaggio al caseificio!

Imparare dalla vita di tutti i giorni

I bambini sono chiamati a “lavorare” come i grandi anche durante le visite e viene chiesto loro di prendere appunti, attività con cui si cimentano con qualche difficoltà. Per tanti è la prima volta, ma basta scrivere qualche parola significativa (una data, un nome, qualche frase rubata fra quelle pronunciate della guida) per sentirsi più grandi e capire che, nonostante il divertimento, si sta facendo qualcosa di serio e importante. E tutto quello che viene registrato sul foglio, al rientro dalle escursioni deve essere revisionato e sistemato per essere poi utilizzato, studiato e approfondito in classe, con le maestre, una volta tornati alla quotidianità scolastica.

La vegetazione, il clima, la morfologia delle montagne, argomenti di studio durante l’anno scolastico, non sono più immagini stampate o teorie spiegate e lette sulle pagine del libro di scuola: diventano esperienza vissuta e osservata in prima persona durante una settimana di giochi, di gite e di momenti di studio all’aria aperta.

Giorni di scuola davvero straordinari

Nei giorni di scuola montana le maestre e i bambini godono dell’aiuto di mamme e di papà che si mettono a disposizione per i diversi bisogni e che, all’occorrenza, diventano accompagnatori durante una gita, camerieri per la colazione e la cena, animatori e conduttori in una serata di canti, giochi e danze di gruppo. Questa esperienza, proposta da sempre e che le Scuole San Benedetto orginizzano ogni anno con gioia e convinzione, si rivela essere ogni volta anche una preziosa occasione attraverso la quale i genitori possono vivere con i loro figli una settimana scolastica fuori dall’ordinario, anzi, decisamente straordinaria.

Sono giorni ricchi di esperienze di vita comune: i bambini e le maestre hanno l’occasione di conoscersi di più, nascono nuove forti amicizie con i compagni di classe e si impara ad assumersi le prime piccole responsabilità nella routine quotidiana. Anche questa è scuola!

Di Francesca Beretta Piccoli, direttrice della scuola elementare Piccolo Principe.

La scuola è un’avventura da vivere insieme!

Accompagniamo i giovani nell’avvincente scoperta del mondo.
Li aiutiamo a mettere a frutto i loro talenti.
Li educhiamo alla responsabilità e all’impegno.